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Inter – Napoli, il comunicato Nerazzurro dopo i ‘Bu’ razzisti | Parlano Salvini e la moglie di Belardinelli

Pubblicato il Pubblicato da Biagio Romano
  • Inter alle prese con i day after. Il club si difende, parla la moglie dell’ultrà ucciso. Salvini dopo la squalifica del San Siro: “Chiudere gli stadi è la risposta sbagliata

    Inter - Napoli
    Inter – Napoli: le ore successive all’inferno. MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images

    Inter – Napoli: le ore successive all’inferno di Santo Stefano

    Inter – Napoli di mercoledì 26 dicembre 2018 non è stata una partita come le altre, in campo e fuori. A pochi minuti dall’inizio del match, intorno alle 19:30, scontri tra tifoserie organizzate di Inter, Varese e Nizza, contrapposte a gruppi napoletani, hanno portato alla morte di Daniele Belardinelli, capo ultrà del gruppo varesotto Blood and Honour, investito da una gip. Poi, passando alle cose di campo, il difensore del Napoli Kalidou Koulibaly è stato bersagliato per tutta la gara dai beceri ‘bu’ razzisti da parte di una parte del tifo nerazzurro in Curva Nord.

    Le sanzioni del giudice sportivo

    Il giudice sportivo ha stabilito, dopo gli episodi di razzismo, a due giornate in casa da disputare a porte chiuse. San Siro resterà off limits nell’incontro di Coppa Italia contro il Benevento e in quello di Serie A contro il Sassuolo. Alla riapertura, però, resterà chiuso il secondo anello verde, occupato dai tifosi della Curva Nord.

    Il comunicato dell’Inter

    La società interista si è ribellata all’accusa di razzismo inflitta in primis dai media italiani in queste ore, emanando un comunicato ufficiale sul proprio sito web. “ In relazione ai fatti accaduti durante la partita Inter-Napoli di ieri e alla conseguente decisione assunta dal giudice sportivo della Lega Nazionale di Serie A, il Club ribadisce che dal 9 marzo del 1908 Inter significa integrazione, accoglienza e futuro. La storia di Milano è fatta di questo, di inclusione e di rispetto. – La difesa della società nerazzurra ha ricordato l’impegno di solidarietà perseguito da decenni in tutto il mondo – Assieme alla nostra città noi lottiamo da sempre per un futuro senza discriminazioni. Ci impegniamo nel territorio facendoci portavoce di questi valori che sono da sempre un vanto per il nostro Club.

    L’Inter è presente in 29 paesi del mondo, dalla Cambogia alla Colombia, dove oltre diecimila bambini sono coinvolti nel progetto Inter Campus, che ha l’obiettivo di restituire loro il diritto al gioco in contesti delicati, attività la cui importanza è stata riconosciuta anche dall’ONU.”

    Infine: “Per questo ci sentiamo in dovere oggi, una volta di più, di affermare che chi non dovesse comprendere e accettare la nostra storia, questa storia, non è uno di noi.

    Fonte: Inter.it

  • Salvini: “Chiudere gli stadi condanna i tifosi veri

    Matteo Salvini, in qualità di Ministro dell’Interno, ha espresso la sua in merito alle decisioni del giudice sportivo. Come riporta ANSA, il vicepremier si è espresso negativamente in merito alla scelta di chiudere lo stadio al pubblico: “Chiudere gli stadi e vietare le trasferte condanna i tifosi veri, che vanno distinti dai delinquenti, ed è la risposta sbagliata. Poi ha aggiunto che, nelle sedi apposite, proporrà “che certe partite non si giochino più in notturna“.

    Caso Daniele Belardinelli: sabato l’interrogatorio

    Sabato 29 dicembre 2018 saranno interrogati i tre ultras, tutti under 30, ritenuti responsabili della morte di Daniele Belardinelli, a capo del commando varesotto Blood and Honour. I pm di Milano hanno già inoltrato la richiesta di arresto per rissa ed altri reati valutati in queste ore. Alcuni video riprendono tre e quattro persone soccorrere Belardinelli e una di loro affermare: “Ha le gambe rotte”.

    Fonte: Ansa.it

  • Belardinelli, la moglie: “Solo un gran lavoratore

    Daniele Belardinelli, nato a Varese 35 anni fa, è balzato agli onori della cronaca nelle circostanze della sua drammatica morte. La stampa ha riferito del su passato e presente nella militanza ultras, di cui era un rispettato e riconosciuto leader, condannato al daspo in seguito a uno scontro tra tifosi interisti e comaschi, capo di uno dei gruppi più influenti del varesotto. Come riporta Gazzetta.it, sono giunte le dichiarazioni della moglie di Belardinelli, che lo difende: “Era una brava persona, gli volevano tutti bene. Mio marito era solo un grande lavoratore. La casa, le due macchine di proprietà e il furgone sono il frutto del suo lavoro. Se chiedete in giro vi diranno tutti che era una brava persona. Sapevo che si sarebbe trovato con gli amici per andare allo stadio. Andare allo stadio gli piaceva, certo, ma non ha mai fatto male a nessuno.

Biagio Romano

L’informazione a tutto tondo è il mio pane quotidiano: ho iniziato a scrivere sul web molto presto, senza sapere che questo sarebbe poi diventato il mio lavoro. Dall’attualità allo sport, dalla politica alla tecnologia: provo a non farmi mancare nulla. Nato a Napoli nel 1993, sempre in movimento: viaggiare è senza dubbio la mia passione più grande.

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