Spettacoli

Jovanotti alla festa del Cinema di Roma

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  • Jovanotti alla Festa del Cinema di Roma racconta il suo rapporto con la settima arte. In un una gremitissima sala confessa: “il Cinema mi ha insegnato a vivere”.

    Jovanotti alla festa del Cinema di Roma racconta i suoi film - foto sannioportale.it
    Jovanotti alla festa del Cinema di Roma racconta i suoi film – foto sannioportale.it

    Jovanotti alla festa del Cinema di Roma

    Bagno di folla per Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, ieri alla Festa del Cinema di Roma. In un a gremitissima sala Sinopoli il cantautore toscano ha raccontato la sua esperienza con il cinema. Jovanotti si è preso la scena, tutti i riflettori sono stati puntati su di lui. Selfie con la moglie sul red carpet e poi l’attesa conferenza del cantautore toscano. Jovanotti racconta i sui film, quelli che lo hanno formato, che hanno segnato tappe importanti nella sua crescita di uomo e di artista, perchè che come ha detto in apertura de suo discorso:”il Cinema mi ha insegnato a vivere”. Così appaiono i film di Lorenzo, da io Chiara e lo Scuro alla febbre del Sabato Sera, Da Kill Bill  all’animazione giapponese della  città incantata di Miyazaki. Ogni proiezione dei film  è accompagnata dal commento di Lorenzo, racconta le emozioni  che provò nel nel vederli, cosa gli hanno insegnato.

  • Così  proposito de “I 400 Colpi do Francois Truffanut , Jovanotti rivela : “Mi ricordo che guardando in tv il piccolo Antoine Doinel, mi sono sentito meno solo. Grazie a quel film ho capito che la solitudine è sempre l’inizio di qualcosa”. Viene mostrata  la sequenza in cui Ray Charles   suona alla tastiera con i Blues Brothers  «Quando l’ho vista per la prima volta ho sentito una gran botta. Mi piace quando ho l’impressione che su un set ci sia gioia».  Tenera la confessione di aver accostato suo padre a Bud Spencer. Le scazzottate di Bud e Terence Hill sono come «il rock, o come certa techno, servono per liberare la voglia di spaccare tutto che ti prende in certi momenti”. Finale toccante con il film Amarcord alla cui proiezione Jovanotti racconta «Mia zia Silvana è rimasta bambina tutta la vita, un po’ come il personaggio di Ingrassia che saliva sull’albero gridando “voglio una donna”… tutti gli volevamo bene, ho sempre pensato che la presenza dell’irrazionale in una famiglia sia un dono di Dio».