Scienza e Tecnologia

Obesità, il DNA decide dove accumulate il grasso! I risultati di uno studio

Pubblicato il Pubblicato da Marco Reda

I sorprendenti esiti di una ricerca internazionale: scoperte nuove regioni del corpo dove si accumula la "ciccia"

obesitàObesità, il DNA decide dove accumulate il grasso! I risultati di uno studio - Foto News Sicilia
  • Obesità, il DNA stabilisce dove va l’accumulo di grasso

    L’obesità è una delle “patologie” più diffuse al mondo: sia in Italia che all’estero, soprattutto negli Stati Uniti, si tratta di un problema che riguarda migliaia di persone. Ma se in alcuni casi a causarla è una cattiva e sregolata alimentazione, in altri la colpa è del DNA. I singoli tratti genetici umani, infatti, sembrerebbero stabilire in quali parti del corpo deve accumularsi il grasso. Questo secondo uno studio internazionale.

    Lo studio e i risultati sorprendenti

    Ben 275 ricercatori si sono uniti per queste ricerche specifiche sull’obesità. L’incrocio dei loro risultati, pubblicato sulla rivista Nature Genetics dal consorzio internazionale Giant, ha portato a quest’interessante scoperta: il DNA può regolare i punti specifici in cui l’organismo accumula grasso. Si tratta di 24 regioni del corpo, che si aggiungono alle 49 già note, che predispongono a un rapporto fra giro vita e fianchi più alto della norma. Il punto in cui, secondo questo studio, il grasso tenderebbe ad accumularsi di più è l’addome. “Siamo stati in grado di scoprire – hanno rivelato alcuni protagonisti dello studio – il modo in cui le varianti genetiche rare influenzano la distribuzione del grasso corporeo. Questo può portare allo sviluppo di trattamenti mirati per ridurre il rischio di queste malattie“. Aver scoperto che il DNA influisce sull’obesità, inoltre, può migliore anche la comprensione di patologie come il diabete di tipo 2 e le malattie cardiovascolari. Un altro bel passo in avanti in nome della scienza!

    (Fonte TgCom24.com)

  • Rischio obesità: si individua già da bambini

    Il rischio obesità si individuerebbe già alla tenera età di dieci anni. A riferirlo è uno studio dell’Università di Pisa e del National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases statunitense. Si tratta di bambini che per predisposizione genetica hanno un metabolismo risparmiatore. E’ la prima volta che una ricerca scientifica individua il rischio di obesità in una età così precoce mettendo in relazione la misura del metabolismo basale e l’aumento di peso nel corso dell’adolescenza. La ricerca è stata condotta da parte dell’Università di Pisa dall’ingegnere biomedico Paolo Piaggi.

    Lo studio

    La studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica ‘Metabolism Clinical and Experimental’. Lo studio è stato condotto su 181 bambini nativo americani composto da 91 femmine e 90 maschi. E’ stato preso in considerazione questo campione perché in questa etnia l’obesità è particolarmente diffusa. Tutti i bambini sono stati visitati per ottenere le misure del loro metabolismo basale a 5 e a 10 anni. Sono state scelte queste due età scelte perché definiscono le fasi della crescita durante l’infanzia. I ricercatori hanno quindi messo in relazione i dati metabolici con l’aumento di peso a 15 anni quantificato come variazione dell’indice di massa corporea in unità standardizzate. Sono emerse associazioni significative per quanto riguarda le misure del metabolismo a 10 anni.

    (Fonti Il Messaggero e Ok Salute)

Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto specializzato in calcio (di cui non perde una partita) e altri sport con ruoli da inviato, spettacoli tv e attualitá. Musicista semi professionista, batterista e cantante dall'età di 6 anni. Tifoso e appassionato della AS Roma ma anche di serie tv e cinema. E poi c'è quella mania per il fantacalcio...

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