Scienza e Tecnologia

Arriva la mano bionica per l’uomo: è stato impiantato il primo arto robotico

Pubblicato il Pubblicato da Marco Antonio Tringali

É il primo intervento bionico al mondo: il chirurgo è un italiano

mano bionicaArriva la mano bionica per l'uomo: impiantato il primo arto robotico - Foto Lettera43
  • L’uomo e la mano bionica: il primo esemplare

    Completata con successo l’installazione della prima mano bionica al mondo su un essere umano. É accaduto in Svezia, presso il Sahlgrenska University Hospital di Göteborg, dove è stato tagliato un altro importante traguardo per la scienza e la tecnologia applicata agli esseri umani. Protagonista una donna scandinava, a cui è stato installato un “impianto transradiale” (sotto il gomito) stabile e permanente per il controllo di una mano robotica. Il tutto anche grazie all’Italia, precisamente alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che ha collaborato con l’azienda Integrum e la Chalmers University of Technology allo sviluppo della protesi. Inoltre, il chirurgo autore dell’intervento è il cagliaritano Paolo Sassu, un altro orgoglio per il nostro paese. Il primo reale passo verso l’uomo bionico?

    Cosa può fare la mano bionica

    La donna – recita il comunicato ufficiale dell’istituto pisano – è stata sottoposta a impianti in titanio nelle due ossa dell’avambraccio della donna (radio e ulna), sfruttando la tecnica dell’osteointegrazione combinata alle interfacce muscolari. L’impianto potrà essere utilizzato nella vita di tutti i giorni e consentirà di controllare in modo naturale la mano robotica e di restituirne le percezioni sensoriali”. Grazie a quest’intervento (durato ben 12 ore) la donna ha recuperato il tatto e, ovviamente, l’arto di cui non era più provvista: la sua nuova mano bionica le permette di usare alla perfezione il pollice opponibile e di avere mobilità sulle altre quattro dita. Questo “grazie al’integrazione con la muscolatura e lo scheletro da una parte – prosegue il comunicato – e dall’altra un sistema cibernetico raffinato e a un feedback sensoriale”. Gli elettrodi collegati ai nervi permettono dunque di utilizzare la mano bionica in modo del tutto naturale, ovviamente dopo aver preso “confidenza” con l’arto meccanico.

    (Fonte TomShw.it e SardiniaPost.it)

  • La riabilitazione

    La paziente è ora impegnata in un impegnativo programma di riabilitazione per recuperare la forza muscolare e abituarsi all’utilizzo della mano bionica, in particolare nei temi di reazione e nella sensibilità agli oggetti (in generale al tatto”. “Ogni volta che viene mosso un muscolo – ha spiegato il dottor Sassu – attraverso gli elettrodi si attiva una funzione della protesi, come muovere un dito, estendere il polso e così via”.

    Il futuro

    Ma non è finita qui: ora anche altri due pazienti, uno in Svezia e uno proprio in Italia, sono in attesa dello stesso intervento. Nel caso dell’Italia, l’operazione sarà presto eseguita presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma, in collaborazione con l’Istituto Ortopedico Rizzoli.

    (Fonti TomShw.it e SardiniaPost.it)

Marco Antonio Tringali

Scrivere e raccontare i fatti, i dilemmi e i cambiamenti della società sono il mio pane quotidiano. Sono esperto di economia ma seguo molto anche i vari temi di attualità e non di meno lo sport. Ho esperienza anche in materia di Salute, appassionato di letture che trattano tematiche come scienza dell'alimentazione e informazione scientifica. Come hobby suono la chitarra e ascolto tanta musica. Il rock è la mia religione, lo ritengo uno dei linguaggi universali dell'umanità.

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