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Allarme batteri resistenti agli antibiotici: ecco dove si trovano | I rischi per l’uomo

Pubblicato il Pubblicato da Marco Reda

Nelle zone artiche trovate tracce di blaNDM, superbatterio resistente ai carbapenemi: tutti i rischi che corre il mondo

batteriAllarme batteri resistenti agli antibiotici: ecco dove si trovano - Foto Focus
  • Batteri resistenti agli antibiotici: ecco dove

    L’antibiotico peggior nemico dei batteri. Questa è una delle più grandi certezze in ambito scientifico. Febbre-antibiotici-guarigione sono il classico susseguirsi degli eventi. Ma cosa succederebbe se i batteri riuscissero a rendersi immuni agli antibiotici? Cosa ne sarebbe dell’organismo umano se i virus iniziassero ad essere irresistibili? Domanda lecita dopo le ultime scoperte…

    Lo studio rivelazione

    I ricercatori della Newcastle University (UK) hanno condotto esperimenti su superbatteri raccolti in zone incontaminate dell’Artico, precisamente nella zona di Svalbar. Il risultato è stato sorprendente: si è evinto che queste microparticelle sono resistenti ad antibiotici considerati “da ultima spiaggia” per determinate cure. In parole povere, si rischia di non avere a disposizione armi sufficienti per contrastare alcuni virus molto forti. Il batterio in questione è il blaNDM, precisamente localizzato in India e che ora si trova solo nelle zone artiche, ma cosa succederebbe se in qualche modo (non del tutto impossibile) arrivassero in altre zone del mondo, magari metropoli o anche semplici cittadine? Questi superbatteri sono resistenti ai carbapenemi, antibiotici ad ampio spettro d’azione utilizzati per combattere gravi infezioni. Ulteriori test sono ancora in corso, ma il pericolo non è da sottovalutare troppo.

    (Fonte Fan Page)

  • Influenza 2019, ecco il picco

    In questi giorni di grande freddo l’influenza sta vivendo il suo picco e molte persone sono costrette a letto. Secondo quanto si legge in un articolo a firma del Prof. Giovanni Puglisi, Primario Emerito dell’Azienda Ospedaliera S. Camillo-Forlanini di Roma, pubblicato dall’Huffingtonpost.it, i sintomi che caratterizzano lo stato influenzale possono anche non presentarsi in modo “clamoroso” e, dunque, è assolutamente determinante che il medico che si trova a curare il paziente non li sottovaluti.

    I sintomi

    Per quanto riguarda i sintomi che generalmente accompagnano l’influenza, secondo quanto si legge sull’Huffingtonpost, se il paziente non presenta complicazioni particolari, gli stessi possono avere una durata massima di 7 giorni o poco più. Quando si parla di influenza, i sintomi per eccellenza sono i seguenti: febbre che arriva improvvisamente e che può raggiungere anche temperature di 39-40 gradi. A quest’ultima, poi, si accompagnano anche dolori a ossa e muscoli. Altri sintomi che si presentano con la comparsa di uno stato influenzale sono mal di gola, la tosse e secrezioni nasali. Inoltre, in altri casi, possono presentarsi dei dolori agli occhi, oppure dei fastidi all’esposizione alla luce. Infine, sintomi classici dello stato influenzale sono anche l’inappetenza ed il senso di malessere generale.

    I rimedi

    Secondo quanto riferito dal Prof. Puglisi all’Huffingtonpost.it, il miglior rimedio per combattere l’influenza è restare a casa, a riposo e al caldo. Inoltre è assolutamente consigliato bere molta acqua, in modo da evitare la disidratazione. Inoltre, laddove è possibile, si consiglia di non recarsi a lavoro o a scuola fino a quando non si sarà completamente guariti dallo stato influenzale. In alcuni casi per la guarigione assoluta può servire anche una settimana, nel corso della quale il paziente non dovrà assolutamente bere alcolici o fumare.

Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto specializzato in calcio (di cui non perde una partita) e altri sport con ruoli da inviato, spettacoli tv e attualitá. Musicista semi professionista, batterista e cantante dall'età di 6 anni. Tifoso e appassionato della AS Roma ma anche di serie tv e cinema. E poi c'è quella mania per il fantacalcio...

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