Salute

Tumori in Italia, i casi aumentano tra le donne e diminuiscono tra gli uomini

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  • È la stima del volume “I numeri del cancro in Italia 2016” presentato al Ministero della Salute: non solo uomini e donne, differenze anche tra Nord e Sud

    Tumori in Italia, i casi aumentano tra le donne e diminuiscono tra gli uomini - Foto Ospedalebambinogesu.it
    Tumori in Italia, i casi aumentano tra le donne e diminuiscono tra gli uomini – Foto Ospedalebambinogesu.it

    Tumori in Italia, i casi aumentano tra le donne e diminuiscono tra gli uomini

    Diminuiscono i nuovi casi di tumore fra gli uomini, ma aumentano quelli tra le donne: è la stima dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e dell’Associzione Italiana Registri Tumori (AIRTUM), che hanno presentato al Ministero della Salute il volume “I numeri del cancro in Italia 2016”. Nell’anno solare in corso, in Italia, verranno diagnosticati 365.800 nuovi casi di tumore: 176.200 tra le femmine (nel 2015 erano 168.900) e 189.600 fra i maschi. I numeri sono confortanti: nel caso di alcuni tipi di cancro, come quello della prostata nei maschi e quello della mammella nelle femmine, la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è vicina al 90%. I risultati migliorano se i tumori sono diagnosticati in stadio precoce. Nel nostro Paese le neoplasie fanno addirittura meno paira rispetto ai Paesi del Nord Europa, dove i tassi di sopravvivenza sono tradizionalmente più alti.

  • Il tumore più frequente nel 2016, secondo le previsioni, sarà quello del colon-retto, con 52.000 nuovi casi; a seguire troviamo quello al seno (50.000), polmone (41.000), prostata (35.000) e vescica (26.600). Tra gli uomini i casi di cancro sono diminuiti del 2,5%: la neoplasia più diffusa in questo caso è quella alla prostata, che rappresenta il 19% di tutte quelle diagnosticate. Le differenze non sono solo tra uomini e donne, ma anche tra nord e sud. Così spiega Lucia Mangone, presidente AIRTUM: “Da un lato al meridione ci si ammala di meno: troviamo infatti fattori protettivi (come stili di vita o abitudini alimentari differenti) che trovano poi come effetto una bassa incidenza di alcune neoplasie. Dall’altro, la minore attivazione degli screening programmati al Sud spiega i valori di sopravvivenza che, per alcune sedi tumorali, rimangono inferiori di quelli registrati al Nord”.