Salute

Ridere fa bene all’umore e alza le difese: ecco lo studio che lo dimostra

Pubblicato il Pubblicato da Marco Antonio Tringali

Ecco lo studio che dimostra come il sorriso incide sulla qualità della salute

Ridere fa bene alla salute, ecco lo studio che lo dimostra - Foto EveryEye Tech

Ecco cosa ha scoperto una equipe medica durante un intervento chirurgico al cervello

E’ noto che ridere fa buon sangue ma adesso questa convinzione popolare è stata confermata e confortata dalle evidenze scientifiche. Non solo una sana risata fa bene all’umore ma incide notevolmente anche sulla qualità del nostro sistema immunitario. Una ricerca condotta dalla Emory University di Atlanta pubblicata su Journal of Clinical Investigation ha evidenziato che il sorriso stimola una area del cervello negli interventi a cranio aperto che faciliterebbe la procedura perché serve a calmare il paziente sottoposto all’intervento.

Vari interventi chirurgici che interessano il cervello si svolgono col paziente sveglio, come accade per quei pazienti che soffrono di epilessia. Anche se notoriamente il cervello non è un’area dove si avverte dolore è anche vero che il paziente potrebbe soffrire per ansia o addirittura avvertire sensazioni di panico durante l’intervento.

L’equipe medica guidata da Jon T, Willie, assistente professore di neurochirurgia presso la Emery, mentre stava effettuando un intervento di monitoraggio diagnostico per prevenire le convulsioni, ha stimolato elettricamente una fascia di materia bianca posta in una determinata area cerebrale, inducendo la paziente a sorridere. Dopo la risata, la paziente che tradizionalmente era sempre ansiosa durante gli interventi, ha cambiato umore, proseguendo in tutta tranquillità l’intervento, addirittura facendo battute sulla propria famiglia. In seguito questa tecnica è stata adoperata nei confronti di altri due pazienti epilettici e i risultati sono stati gli stessi.

Soluzione ideale per chi esegue craniotomia senza anestesia

Quanto scoperto può essere davvero utile per aiutare i pazienti ad affrontare serenamente interventi di craniotomia da svegli, senza ricorrere all’anestesia. Ovviamente si tratta di un procedimento non conforme alle regole poiché non è accettabile che la scatola cranica venga aperta al fine di stimolare elettricamente alcune aree del cervello. Ma per alcuni tipi di operazione potrebbe rappresentare una soluzione ideale per aver un paziente più collaborativo e più sereno.

Marco Antonio Tringali

Scrivere e raccontare i fatti, i dilemmi e i cambiamenti della società sono il mio pane quotidiano. Sono esperto di economia ma seguo molto anche i vari temi di attualità e non di meno lo sport. Ho esperienza anche in materia di Salute, appassionato di letture che trattano tematiche come scienza dell'alimentazione e informazione scientifica. Come hobby suono la chitarra e ascolto tanta musica. Il rock è la mia religione, lo ritengo uno dei linguaggi universali dell'umanità.

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