Salute

L’Aspirina previene ictus e infarto: quando si deve assumere ?

Pubblicato il Pubblicato da Marco Antonio Tringali
  • Non sempre l’assunzione di aspirina è il rimedio migliore per prevenire ictus e infarti: ecco quando assumerla

    Aspirina: quando assumerla per evitare rischi di infarto e ictus

    Come e quando assumere aspirina per prevenire i rischi cardiovascolari

    Ictus e infarti sono alcune tra le principali cause di morte nel nostro paese. Si sa ormai da tempo che l’aspirina può essere uno dei farmaci in grado di ridurne i rischi, ma quando è opportuno assumerla ? In genere, il medico di famiglia prima di prescrivere l’assuzione di aspirina deve valutare a fondo il profilo di rischio cardiovascolare. Va fatto uno studio approfondito sulle caratteristiche del paziente, se fuma, i livelli di colesterolo totale nel sangue e i valori pressori la cui massima non deve superare i 140 e la minima i 90. In caso di basso rischio, generalmente esiste indicazione ad assumere aspirina in «prevenzione primaria» ma se il rischio è elevato allora l’assunzione di aspirina può essere molto efficace.

    Il rapporto rischi-benefici

    Come riporta un articolo pubblicato sul sito Corriere.it, al momento della prescrizione di un farmaco, il medico deve valutare attentamente il rapporto tra benefici e rischi. Dovrà anche tenere conto di quanto si riduce il rischio di eventi che il farmaco può prevenire bilanciando anche gli eventuali rischi di emorragia del tratto gastro-intestinale e di emorragie intracraniche. Nei soggetti che in passato hanno già avuto un infarto del miocardio occorre trattare cronicamente con aspirina solo 22 pazienti per arginare i rischi di un nuovo infarto, nei soggetti a basso rischio occorre trattarne quindici volte di più (circa 330) per ottenere statisticamente lo stesso beneficio.

  • Dieta mediterranea e attività fisica per i soggetti a basso rischio

    Ovviamente vanno tenuti a debito conto eventuali effetti collaterali: nel caso dell’aspirina, ci si dovrà attendere un episodio di sanguinamento maggiore ogni 1.250 pazienti per ciascun anno di terapia. Ecco perchè la somministrazione di aspirina in prevenzione primaria ai pazienti a basso rischio cardiovascolare non appare del tutto appropriata poiché la probabilità di un evento avverso è superiore ai benefici del trattamento.

    Ovviamente al fine di ridurre i rischi nei soggetti a basso rischio, i medici preferiscono invitare i pazienti a fare maggiore attenzione all’alimentazione e ad aumentare l’attività fisica giornaliera. Riducendo il peso, si riduce anche il rischio di contrarre il diabete, mantenendo anche bassi i livelli della pressione arteriosa. Seguire un regime alimentare mediterraneo (dando preferenza a verdura e frutta) riduce di molto il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari.

Marco Antonio Tringali

Scrivere e raccontare i fatti, i dilemmi e i cambiamenti della società sono il mio pane quotidiano. Sono esperto di economia ma seguo molto anche i vari temi di attualità e non di meno lo sport. Ho esperienza anche in materia di Salute, appassionato di letture che trattano tematiche come scienza dell'alimentazione e informazione scientifica. Come hobby suono la chitarra e ascolto tanta musica. Il rock è la mia religione, lo ritengo uno dei linguaggi universali dell'umanità.

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