Salute

Diabete di tipo 2: in età anziana demenza entro 5 anni

Pubblicato il Pubblicato da Biagio Romano
  • Uno studio della Monash University di Melbourne evidenzia la correlazione tra atrofia cerebrale e declino cognitivo. Francesco Purrello (Sid): “Questo deve spingerci ad ulteriori studi

    diabete
    Scoperta correlazione tra diabete negli anziani e declino cerebrale

    Scoperta correlazione tra diabete negli anziani e declino cerebrale

    La correlazione tra diabete di tipo 2 e rischio di demenza nelle persone anziani è nota da tempo all’interno della comunità. Un nuovo studio, condotto dalla Monash University di Melbourne in collaborazione con l’Università della Tazmania è andato oltre, evidenziando un’associazione più netta tra la patologia e il decadimento cerebrale: secondo la ricerca, le persone anziane affette da tale forma di diabete andrebbero incontro a demenza entro 5 anni.

    Diabete e demenza: lo studio

    L’equipe ha analizzato il tipo di legame esistente tra diabete 2 e atrofia cerebrale, vale a dire una riduzione nel numero di neuroni nell’encefalo, così come spiegato da ANSA. Per compiere lo studio, sono stati coinvolti 705 volontari di età compresa tra i 55 e i 90 anni, la metà dei quali affetta da diabete di tipo 2. I soggetti sono stati monitorati per poco meno di cinque anni mediante periodiche risonanze magnetiche e valutazioni neuropsicologiche.

    I risultati

    I risultati dello studio empirico, aggiustati in considerazione di fattori quali età, sesso e fattori di rischio, ha messo in evidenza il legame tra la malattia e perdita di fluidità e memoria verbale. Come affermato dagli autori e riportato sempre da ANSA, ciò “può contribuire a un insorgenza precoce di demenza“.

  • Nessuna connessione tra diabete e atrofia

    A sorpresa, la ricerca ha anche sconfessato la tesi di una connessione tra atrofia cerebrale e diabete 2; i soggetti malati, infatti, sebbene evidenziassero una maggiore atrofizzazione all’inizio delle misurazioni, non hanno palesato una progressione più significativa del fenomeno durante il periodo di monitoraggio.

    L’analisi del Presidente Sid

    Lo studio dei ricercatori australiani, pubblicato sulla rivista dell’Associazione Europea per lo Studio del Diabete (EASD), è stata commentata da Francesco Purrello, presidente della Società Italiana di Diabetologia (Sid). Il professore ha spiegato come l’analisi dell’Università di Melbourne pone l’attenzione su due aspetti in particolare: “Il primo è che l’atrofia cerebrale può essere già presente precocemente nei soggetti diabetici, e quindi deve essere indagata e monitorata fin alla diagnosi, evitando in particolar modo le ipoglicemie”. Il secondo, analizza Purrello, “riguarda la progressiva perdita di memoria e fluidità verbale nell’arco dei 5 anni: questo deve spingerci ad ulteriori studi per valutare come la terapia del diabete ed il buon compenso glicemico possano rallentare o meglio ancora bloccare questa progressione“.

Biagio Romano

Da ormai 10 anni scrivo sul web: quella che era solo una passione si è trasformato nel mio lavoro. Mi affascinano le varie dinamiche del mondo dell’informazione. Provo a seguire con interesse numerosi temi, anche se la tv è il mio pane quotidiano (tra reality e talent show, programmi vari e gossip). Esperto di tecnologia, mi appassionano particolarmente anche scienza e natura.

Condividi: