Salute

Alzheimer, gli squali possono rappresentare una speranza? Ecco l’incredibile scoperta

Pubblicato il Pubblicato da Nunzio Corrasco

Nella lotta all'Alzheimer gli squali forniscono un contributo importante? Ecco la scoperta che potrebbe rappresentare la svolta

Alzheimer, gli squali possono rappresentare una speranza? Ecco l’incredibile scoperta. Fonte foto: Parmapress24.it

Alzhaiemer, una molecola degli squali per combatterlo

Avreste mai immaginato che gli squali potessero rivelarsi una risorsa importante nella lotta contro l’Alzehimer? Ebbene, a volte la realtà può essere più sorprendente della fantasia. Secondo uno studio che è stato condotto anche da ricercatori italiani, infatti – come riportato da “LaStampa.it” – nell’intestino degli squali si trova una molecola – dal nome MSI-1436 o anche trodusquemina – che viene sintetizzata in laboratorio e che potrebbe rappresentare una strada nuova verso la ricerca per la cura dell’Alzheimer.

Alzheimer, i risultati della ricerca

Secondo quanto si legge su “LaStampa.it”, i ricercatori – guidati dal professor Christopher Dobson del Dipartimento di Chimica dell’Università di Cambridge – si sono soffermati sullo studio degli effetti della trodusquemina sulla proteina amiloide i cui aggregati sono neurotossici. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su “Nature Communications” e mostrano come la molecola presa in esame vada a bloccare l’effetto neurotossico degli aggregati di Beta-amiloide che sono coinvolti nello sviluppo dell’Alzheimer.

Ecco perché la trodusquemina può bloccare l’Alzheimer

Fabrizio Chiti del Dipartimento di Scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche dell’Università di Firenze ha spiegato – come riportato da “LaStampa.it” – che la trodusquemina presenta delle proprietà peculiari in quanto va a ridurre il tempo di vita degli aggregati intermedi che sono ritenuti tossici. Tale effetto benefico, inoltre, va a sommarsi alla sua capacità di neutralizzare gli aggregati intermedi ai quali abbiamo fatto riferimento nel momento in cui questi si vanno a formare.

Risultati incoraggianti anche nella lotta al Parkinson

Va sottolineato inoltre come il gruppo di ricercatori toscani che si è reso protagonista dell’importante scoperta relativa alla lotta all’Alzheimer – come riportato da “LaStampa.it” – abbia ottenuto risultati importanti anche per quanto riguarda un’altra malattia neurodegenerativa, vale a dire il Parkinson. Tali risultati sono stati ottenuti grazie alla squalamina, molecola molto simile alla trodusquemina. Questo composto risulta essere al momento oggetto di sperimentazioni cliniche nell’ambito della lotta contro il cancro e altre malattie. Anche la squalamina è presente nell’intestino degli squali – anche se da molti anni viene prodotta in laboratorio – e sembra essere capace di impedire la comparsa del morbo di Parkinson.

 

Nunzio Corrasco

Campano di nascita, ma romano d'adozione, sono laureato in Scienze Politiche. Fin dai primi anni di liceo ho coltivato la passione per la scrittura e con il passare del tempo sono riuscito a trasformarla nel mio lavoro. Giornalista pubblicista dal 2017, ho avuto la possibilità di collaborare con diversi siti. Mi sono sempre occupato di scrivere notizie relative al mondo dell'attualità. Esperto nei settori salute e scientifico-tecnologico. Sono convinto che l'unica strada per raggiungere i propri obiettivi sia quella di lavorare sodo ogni giorno per centrarli, non smettendo mai di crederci: "La fatica non è mai sprecata. Soffri ma sogni".

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