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PD, il piano di Renzi: primarie a maggio, elezioni a settembre

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  • È scissione all’interno del Partito Democratico, si apre ora la fase congressuale e Matteo Renzi ha già preparato la roadmap

    Partito Democratico, finita l'assemblea: ora il congresso
    Al via il congresso PD, la minoranza abbandona, Renzi pensa a primarie e voto – Foto Biografieonline

    PD, il piano di Renzi: primarie a maggio, elezioni a settembre

    Sono giorni molto intensi all’interno del PD: mentre si consuma la scissione, Matteo Renzi prepara la roadmap dei prossimi mesi. Quasi sicuramente il Partito Democratico dovrà fare a meno di Bersani, Speranza e Rossi, intenzionati ad abbandonare. Resta ancora aperto, invece, il capitolo Michele Emiliano, che nella giornata di ieri – nel corso dell’assemblea – ha più volte cambiato idea. Renzi crede di poterlo portare dalla sua parte, nello schieramento che può già contare, tra gli altri, su Guglielmo Epifani, Piero Fassino, Walter Veltroni. È stata una giornata di assemblea, quella di domenica, piena di trame da cucire e ricucire, i ben informati dicono che Matteo Renzi sia soddisfatto: crede di aver scoperto le carte dei suoi “avversari”, che questi avessero già desciso sul da farsi e che quindi la scissione fosse ormai, di fatto, inevitabile.

  • Matteo Renzi ha annunciato le dimissioni da segretario del Partito Democratico, intanto si apre la fase congressuale e l’ex Presidente del Consiglio ha già le idee chiare: primarie il 7 maggio, elezioni politiche a settembre. Ancora da capie chi sarà lo sfidante di Renzi alle primarie: se Emiliano dovesse lasciare il PD, allora toccherebbe al Ministro della Giustizia Andrea Orlando. La minoranza del partito, però, non ci sta e accusa lo stesso Renzi di aver voluto la scissione. Si chiude l’assemblea del Partito Democratico, si apre così una nuova eraper la sinistra italiana: il PD perde pezzi ma nascerà quasi certamente una nuova forza politica.

    A cura di Biagio Romano