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M5S-Alde non si farà: no dei liberali. Verhofstadt: “Garanzie insufficienti”

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  • Votazione indetta sul blog di Grillo, sì del 78,5% dei votanti per l’entrata del M5S in Alde ma non basta: i liberali insorgono, Verhofstadt rinuncia all’accordo

    M5S entra a far parte del gruppo Alde al Parlamento UE: sì degli iscritti - Foto Hescaton
    M5S entra a far parte del gruppo Alde al Parlamento UE: sì degli iscritti – Foto Hescaton

    M5S-Alde non si farà: no dei liberali. Verhofstadt: “Garanzie insufficienti”

    21:55 Il matrimonio tra il Movimento 5 Stelle e il gruppo Alde al Parlamento europeo non si farà. Nonostante l’esito positivo della votazione degli iscritti al M5S e l’accordo già raggiunto con Guy Verhofstadt, a prevalere sono stati i malumori interni sia dei liberali che del Movimento. Nel pomeriggio, quando la notizia dell’imminente composizione del nuovo gruppo europarlamentare era ormai diventata di dominio pubblico, l’insurrezione da parte di numerosi componenti dell’Alde che non volevano l’ingresso del M5S ha costretto Verhofstadt a rinunciare all’accordo già sotto scritto. “Sono arrivato alla conclusione che non ci siano abbastanza garanzie per proseguire con un’agenza comune per riformare l’Europa. I punti in comune sono insufficienti per procedere con la richiesta del Movimento 5 Stelle di entrare a far parte del gruppo ALDE”, si legge in un comunicato diramato nel tardo pomeriggio dal capogruppo dell’ALDE, il belga Guy Verhofstadt. Immediata la reazione di Beppe Grillo, espressa con un post sul suo blog: “L’establishment ha deciso di fermare l’ingresso del Movimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo. […] Tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi. Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima”. Non è chiaro, ora, se il M5S cercherà altre alleanze, rimarà nell’EFDD o deciderà di far parte dei Non iscritti.

    Il Movimento 5 Stelle entrerà a far parte del gruppo Alde nel Parlamento europeo. È quanto deciso dagli iscritti al movimento dopo una votazione indetta a sorpresa sul blog alle 10 alle 19 di ieri e dalle 10 alle 12 di oggi, martedì 9 gennaio: hanno partecipato alla votazione 40.654 iscritti certificati. Di questi, 31.914 iscritti hanno votato per il passaggio all’Alde (78,5%), 6.444 hanno votato per la permanenza nell’Efdd e 2.296 per confluire nei non iscritti. Il Movimento 5 Stelle lascerà quindi l’Efdd ed entrerà a far parte dell’Alleanza dei democratici e dei liberali per l’Europa, presieduto dal belga Guy Verhofstadt, candidato alla presidenza del Parlamento europeo. La decisione di cambiare gruppo di appartenenza ha scatenato non poche polemiche (anche tra gli europarlamentari M5S, alcuni dei quali all’oscuro di questa votazione, per loro stessa ammissione), viste le posizioni critiche del M5S nei confronti dell’Unione Europea e dell’euro (mentre l’Alde è un gruppo “europeista”, sostenuto in Italia in passato anche dalla Margherita, dal PD, dai Radicali, dall’Italia dei Valori e dall’Alleanza per l’Italia). Secondo un documento che circola da ore su Twitter, l’accordo tra Alde e il M5S era stato già sottoscritto il 4 gennaio (ed è già apparsa un’altra bozza datata 6 gennaio), dopo il fallito tentativo di dialogo coi VERDI: “Alde e M5S condividono i valori centrali della libertà, dell’uguaglianza, della trasparenza”. Tra i temi principali ci sono “Riforma dell’eurozona” e “diritti e libertà”. Secondo Luigi Di Mario, la scelta di iscriversi all’eurogruppo di Alde è puramente tecnica: “Vedrete le nostre scelte quando voteremo. Se l’adezione a un gruppo fosse per affinità politica, allora avremmo sbagliato grupo. Siamo contari agli Stati Uniti d’Europa nel lungo periodo e vogliamo subito un referendum sull’euro”.

  • La votazione era stata indetta perché, si legge sul blog di Beppe Grillo: “I recenti avvenimenti europei, come la Brexit, ci portano a ripensare alla natura del gruppo EFDD. Con lo straordinario successo del Leave, Ukip ha raggiunto il suo obiettivo politico. Rimanere in EFDD equivale ad affrontare i prossimi due anni e mezzo senza un obiettivo politico comune. Far parte di un gruppo politico significa avere diritto di parola durante le sessioni plenarie del Parlamento, essere rappresentati all’interno della Conferenza dei Presidenti, avere la possibilità di seguire l’iter legislativo come autori di regolamenti europei, ottenere fondi da spendere sul territorio, per le numerose attività d’informazione e formazione, rivolte ai cittadini italiani ed europei. Rifiutare di appartenere a un gruppo politico significa confluire nel raggruppamento dei Non Iscritti e perdere ognuna di queste opportunità”. Le condizioni alla base dell’accordo con Alde, continua il post apparso sul blog, sono molto chiare: condivisione dei valori di democrazia diretta, trasparenza, libertà, onestà; totale e indiscutibile autonomia di voto; partecipazione dei cittadini nella vita politica delle Istituzioni europee; schieramento compatto nelle battaglie comuni come la semplificazione dell’apparato burocratico europeo, la risoluzione dell’emergenza immigrazione con un sistema di ricollocamento permanente, la promzione della green economy e lo sviluppo del settore digitale e tecnologico con maggiori possibilità occupazionali. Beppe Grillo avrebbe già incontrato questa mattina a Bruxelles Guy Verhofstadt. Nonostante la votazione degli iscritti, comunque, non è ancora detto che l’accordo venga ultimato, anche perché diversi esponenti dei due gruppi si sono detti non favorevoli.

    A cura di Biagio Romano