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Consulta, inammissibile il referendum sull’articolo 18. Sì a quelli su voucher e appalti

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  • La Corte costituzionale ha bocciato uno dei tre quesiti proposti dalla Cgil. Il referendum abrogativo si terrà in primavera ma può slittare in caso di elezioni anticipate

    Consulta, inammissibile il referendum sull'articolo 18. Sì a quelli su voucher e appalti - Foto AltaReziaNews ANSA/LUCA ZENNARO
    Consulta, inammissibile il referendum sull’articolo 18. Sì a quelli su voucher e appalti – Foto AltaReziaNews
    ANSA/LUCA ZENNARO

    Consulta, inammissibile il referendum sull’articolo 18. Sì a quelli su voucher e appalti

    Dopo due ore di udienza a porte chiuse, la Corte costituzionale ha emesso il verdetto sulla richiesta di tre referendum abrogativi: inammissibile quello sull’articolo 18, ammissibili quelli sui voucher e sugli appalti. È quanto deciso quest’oggi dalla Consulta dopo la richiesta della Cgil che aveva raccolto 3,3 milioni di firme per indire tre referendum in materia di lavoro. Una vittoria solo parziale del sindacato, che riteneva il quesito sull’articolo 18 il vero fulcro dell’iniziativa referendaria. Il quesito puntata ad abrogare le modifiche apportate dal Jobs Act allo Statuto dei lavoratori e a reintrodurre, di conseguenza, i limiti per i licenziamenti senza giusta causa, con un ripristino e un ampliamento della tutela reintegratoria nel posto di lavoro in caso di licenziamento illeggittimo, estendendola a tutte le aziende con oltre 5 dipendenti, contro il tetto dei 15 dpendenti del vecchio articolo 18. I due referendum dichiarati ammissibili, quelli sui voucher e sugli appalti, si terranno in una domenica compresa tra il 15 aprile ed il 15 giugno 2017: ad indirli sarà il Presidente della Repubblica dopo aver ricevuto comunicazione della sentenza della Corte costituzionale. In caso di scioglimento anticipato delle Camere (e quindi di elezioni anticipate) il referendum slitterebbe di un anno.

  • Immediate le prime reazioni al verdetto della Corte costituzionale. La più dura arriva da Matteo Salvini, segretario della Lega Nord: “Dalla consulta una sentenza politica, gradita ai poteri forti e al governo”. Di parere opposto Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e responsabile dell’organizzazione della Lega: “Il no della Corte costituzionale al referendum sull’articolo 18 e il sì a quelli sui vucher e sugli appalti rappresentano una decisione prevedibile e condivisibile”. Così, invece, Maurizio Lupi, capogruppo di Area popolare alla Camera: “La Corte costituzionale ha detto no al referendum della Cgil sull’articolo 18. È una buona notizia. Così come formulato il quesito avrebbe riportato indietro la legislazione sul lavoro a un sistema rigido e senza flessibilità”. Infine Luigi Di Maio, esponente del M5S e vicepresidente della Camera: “Saremo chiamati a votare per il referendum che elimina la schiavitù dei voucher. Sarà la spallata definitiva al PD”.

    A cura di Biagio Romano