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Processo Banca Etruria, assolti i tre imputati: non ci fu ostacolo alla vigilanza

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  • Assolti perché il fatto non sussiste e il fatto non costituisce reato i vertici di Banca Etruria per la vendita di immobili e i crediti deteriorate: il Procuratore della Repubblica ha annunciato il ricorso in appello

    Processo Banca Etruria, assolti i tre imputati: non ci fu ostacolo alla vigilanza - Foto Il Giornale
    Processo Banca Etruria, assolti i tre imputati: non ci fu ostacolo alla vigilanza – Foto Il Giornale

    Processo Banca Etruria, assolti i tre imputati: non ci fu ostacolo alla vigilanza

    Non ci fu ostacolo alla Vigilanza. Questa la motivazione che ha portato all’assoluzione di Giuseppe Fornasari, ex presidente di Banca Etruria, Luca Bronchi, ex dg, e Davide Canestri, direttore centrale, imputati per ostacolo alla vigilanza. Il gup del tribunale di Arezzo Annamaria Loprete ha assolto i tre perché “il fatto non sussiste” per quanto riguarda l’operazione riguardante la cessione di immobili (in particolare quelli della società Palazzo della Fonte, una di quelle segnalate dagli ispettori di Bankitalia nel 2016 per possibili criticità di rilevanza penale nel bilancio 2012). Per il capo di imputazione relativo ai presunti crediti deteriorati, invece, la formula utilizzata è “il fatto non costituisce reato”. A capo dell’accusa c’erano Roberto Rossi, procuratore della repubblica di Arezzo, e il pm Julia MAggiore, che avevano chiesto due anni e 8 mesi di reclusione per Fornasari e Bronchi e 2 anni per Canestri. Bronchi e Canestri erano presenti alla lettura della sentenza.

  • Non si sono fatte attendere le reazioni dei protagonisti della vicenda, anche se questo è solo il primo atto del processo che vede indagati i vertici di Banca Etruria. Se da una parte c’è la contentezza degli imputati, espressa tramite i loro legali, dall’altra c’è il procuratore della repubblica Roberto Rossi che si è detto sorpreso: “Attendiamo di leggere le motivazioni per poi subito dopo proporre l’appello. Voglio però specificare che questa sentenza non c’entra nulla con le inchieste per bancarotta e truffa, non ha alcun riflesso sulle altre indagini che riguardano i danni subiti dagli obbligazionisti e dai risparmiatori”. “Un processo largamente inutile, la cui inconsistenza è stata fin da subito manifesta, tanto da condurre alla scelta del rito abbrecviato; inconsistenza oggi accertata con sentenza”, ha commentato in questo modo Luca Fanfani, difensore di Davide Canestri.

    A cura di Biagio Romano