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Venezuela in balia, scontri e disordini nella capitale: assalto al Parlamento

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  • Venezuela nel caos più totale: Caracas a ferro e fuoco, risse per strada, scontri tra le varie fazioni e assalto al Parlamento

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    Venezuela nel caos più totale: Caracas a ferro e fuoco, risse per strada, scontri tra le varie fazioni e assalto al Parlamento – foto: ap

    Venezuela in balia, scontri e disordini nella capitale: assalto al Parlamento

    L’escalation di violenze in Venezuela raggiunge un nuovo livello con l’assalto al parlamento effettuato da un gruppo di circa cento militanti chavisti: circa 350 persone sono rimaste sotto assedio per oltre nove ore mentre il palazzo veniva invaso e deputati, funzionari e giornalisti che si trovavano all’interno subivano aggressioni. Almeno cinque persone sono rimaste ferite. “Un gruppo minuscolo di persone pagate dal governo sono venuti oggi in questa sede per sequestrare non i deputati o i giornalisti, bensì la sovranità popolare venezuelana, la nostra democrazia”, ha detto alla stampa Julio Borges, presidente dell’Assemblea Nazionale.

  • Borges ha aggiunto che “per noi è molto chiaro che questo è solo un piccolo campione di quello che si sta preparando per il Venezuela con la Costituente fraudolenta lanciata dal presidente Maduro”, sottolineando che “siamo qui non per difendere un palazzo, ma piuttosto per difendere i 14 milioni di cittadini che hanno votato per noi. Maduro – ha concluso il numero uno del parlamento come sottolineato dall’edizione online di Repubblica.it – ha detto che condanna questi fatti di violenza, ma la verità è che è lui l’unico responsabile di questa violenza”.

  • Il riferimento è alle dichiarazioni con le quali Nicolas Maduro ha definit l’attacco “un fatto strano, una rissa nei corridoi del Parlamento”, assicurando di non essere “complice di nessun fatto violento” e di aver dato disposizioni perché la giustizia indaghi su quanto è avvenuto. In un video, che lui stesso ha diffuso sui social network, Oswaldo Rivero, conosciuto come Cabeza de Mango un noto giornalista televisivo chavista, si è presentato come il responsabile dell’attacco: “Assumiamo la responsabilità storica di quello stiamo facendo. Siamo qui per protestare contro quelli che nascondono il cibo e commettono atti terroristi in Venezuela“, ha detto.

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