Esteri

Filippine, il presidente Rodrigo Duterte come Hitler

Pubblicato il
  • Destano scalpore e preoccupazione le dichiarazioni e gli atti perpetrati dal nuovo presidente delle Filippine Rodrigo Duterte. Sul campo si gioca la partita degli assetti geopolitici dell’intera area asiatica

    Filippine, il presidente Rodrigo Duterte come Hitler
    Filippine, il presidente Rodrigo Duterte come Hitler – foto – atimes.com

    Filippine, il presidente Rodrigo Duterte come Hitler

    Rodrigo Duterte, l’uomo che dal 30 giugno è presidente delle Filippine, ha dichiarato di voler essere come Hitler, paragonandosi al dittatore tedesco nel perseguire la soluzione finale nella sua guerra al narcotraffico e promettendo l’eliminazione fisica di tutti i tossicodipendenti dello stato asiatico. “Hitler ha massacrato tre milioni di ebrei… Ci sono tre milioni di tossicodipendenti da noi, sarei felice di massacrarli”, queste sono le sue farneticanti dichiarazioni. Duterte, ex sindaco della città di Davao ,nell’isola di Mindanao, gode di un vasto consenso tra i suoi elettori. Salito al potere da meno di 100 giorni, ha basato la sua campagna elettorale sulla lotta al crimine senza quartiere ed è passato dalle parole ai fatti. Utilizzando formazioni para militari, veri e propri squadroni della morte, è accusato della morte di oltre 3000 persone colpite da sequestri ed esecuzioni sommarie. Risultati che il neo presidente filippino rivendica con orgoglio. Ma dietro al linguaggio volgare e la violazione dei più elementari diritti umani si gioca anche la partita geopolitica dello scacchiere asiatico. Durante il precedente governo di Benigno Aquino, le Filippine sono state ancorate saldamente al progetto politico ed economico Pivot to Asia perseguito energicamente dagli Stati Uniti. Il progetto mira a limitare le influenze delle grandi potenze nell’area asiatica ed al consolidamento dei rapporti attraverso trattati e accordi.

  • Filippine, il presidente Rodrigo Duterte come Hitler

    Ma il mar cinese meridionale, a largo delle coste filippine, è stato recentemente il luogo della controversia tra la Cina ed il governo filippino di Aquino. Le filippine hanno reagito legalmente avverso l’inaccettabile occupazione cinese di Scarborough, un banco di scogli distanti poche miglia dalle proprie coste ed hanno ottenuto il pronunciamento favorevole della corte internazionale dell’Aia. Con l’avvento di Duterte c’è stata l’inversione nei rapporti tra Cina e Filippine. Il nuovo presidente dichiara di voler migliorare le relazioni con la Cina ed è atteso a Pechino. La prospettiva di staccare le Filippine dalla strategia americana del Pivot to Asia è vista favorevolmente dal governo di Pechino tanto da poter preannunciare, attraverso le parole dell’ambasciatore cinese a Manila, una nuova era nelle relazioni tra i due paesi.