Esteri

Brexit Gb, Theresa May supera la mozione di sfiducia, ora l’esame UE

Pubblicato il Pubblicato da Biagio Romano
  • Il premier britannico prende tempo ma l’Ue è irremovibile: “Accordo su Brexit intoccabile”

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    Theresa May e la Brexit: le trattative con l’Ue continuano – Foto Si24

    Brexit, Theresa May evita la sfiducia. Ma l’UE non molla

    Theresa May supera la mozione di sfiducia. La premier del Regno Unito è riuscita a evitare lo spettro dell’addio al governo, ottenendo la fiducia da parte della maggioranza del parlamento inglese, e resterà a capo del paese e delle operazioni di Brexit. Il voto di poche ore fa, da parte dei 317 deputati, ha dato ragione alla May e reso inutile il tentativo di “colpo di stato” dei Tory: 200 favorevoli e 117 contrari alla sua leadership, come riportato da Il Fatto Quotidiano. Avanti con lei dunque, che però nel discorso all’Unione Europea ha ottenuto un semi flop.

    May e l’Ue: il braccio di ferro per la Brexit

    Theresa May, nella serata di giovedì 13 dicembre 2018, si è dunque ripresentata a Bruxelles per convincere l’Unione Europea a modificare quei punti dell’accordo sulla Brexit che stanno creando (e creeranno) dei problemi alla nazione britannica. In particolare a “tormentare” la May è il backstop, la clausola di salvaguardia sul confine con l’Irlanda del Nord, i cui nuovi termini sottoscritti con l’Ue non soddisfano la governatrice inglese. In mancanza di un accordo sui futuri rapporti tra i due paesi, riporta Il Fatto Quotidiano, il Regno Unito resterebbe in un’unione doganale con l’Ue mentre il Nord Irlanda rimarrebbe nel mercato unico dell’Unione in attesa di una soluzione. La risposta dell’Europa però è sempre la stessa: “l’accordo non si cambia – ha detto il presidente Ue Jean Claude Juncker a fine vertice, come riportato da La Repubblica – i britannici al momento non hanno le idee molto chiare sul da farsi”.

    Le “concessioni”

    Tutto finito dunque? Non proprio. L’Unione Europea ha concesso qualche revisione alla clausola backstop, con l’ammorbidimento di alcune piccole formule. E non si escludono nuove concessioni nella prossima riunione di gennaio (impossibile, però, la rescissione unilaterale della Gran Bretagna dal backstop irlandese).

  • Lo scenario

    La situazione è ora molto delicata: Theresa May ha vinto la sua sfida con il Parlamento inglese ma non riesce ad imporsi con un’Unione Europea iper rigida. Dunque che si fa? Come spiegato da La Repubblica, nelle prossime settimane May presenterà il “nuovo” piano Brexit (leggermente modificato) in Parlamento: con l’approvazione della maggioranza dei deputati inglesi si tornerà a parlare con l’Ue e la Gran Bretagna avrebbe tempo fino a fine 2020 per prepararsi all’uscita dall’Europa, altrimenti si va verso il “No Deal”, un “non accordo” che complicherebbe ancora di più le cose ed escluderebbe il paese dall’Europa già da marzo 2019.

    I nuovi visti per la Gran Bretagna

    Intanto in Gran Bretagna, mentre Theresa May tratta con l’Ue, si pensa già ai primi provvedimenti burocratici per i turisti britannici in visita in Europa. Come spiegato sempre da La Repubblica, il programma si chiamerà ETIAS e al costo di soli 7 euro permetterà a chi ne fa richiesta di avere una pre-autorizzazione di viaggio valida tre anni. E Juncker garantisce “sarà più conveniente che viaggiare in America“.

Biagio Romano

Da ormai 10 anni scrivo sul web: quella che era solo una passione si è trasformato nel mio lavoro. Mi affascinano le varie dinamiche del mondo dell’informazione. Provo a seguire con interesse numerosi temi, anche se la tv è il mio pane quotidiano (tra reality e talent show, programmi vari e gossip). Esperto di tecnologia, mi appassionano particolarmente anche scienza e natura.

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