Economia

Invalidità Civile 2018, l’assegno può essere sospeso – Ecco i casi in cui è prevista la revisione

Pubblicato il Pubblicato da Marco Antonio Tringali
  • Come si determinano l’assegno e i limiti reddituali per l’Invalidità Civile 2018

    Invalidità Civile 2018, i casi di revisione

    Invalidità Civile 2018: tutti i casi in cui la commissione medica può chiedere la revisione

    La condizione di invalidità civile, riconosciuta dall’ordinamento con una prestazione assistenziale slegata da un rapporto di lavoro e dal versamento dei contributi, è condizionata dal reddito e dall’età dell’invalido richiedente. Si possono ottenere i benefici solo dopo l’accertamento dello stato di disabilità, la cui entità viene esaminata e valutata da una Commissione medica.

    A quanto ammonta l’assegno per invalidità civile

    Ai soggetti invalidi viene riconosciuta una pensione di inabilità civile con un assegno mensile di € 282,55, ma solo a condizione che la percentuale di invalidità oscilli tra il 74% al 100% e che gli istanti abbiano un’età compresa tra i 18 e i 66 anni e 7 mesi (per il 2018). L’assegno viene riconosciuto solo agli invalidi che rientrano nei limiti reddituali, che cambiano in base alla percentuale riconosciuta. Per le invalidità inferiori al 74% non viene riconosciuta alcuna indennità, mentre per una percentuale che oscilla tra il 74 e il 99% sarà erogata una mensilità di € 282,55 a condizione che l’interessato abbia un reddito per il 2018 inferiore ad € 4.853,29.

    A tutte le persone a cui viene riconosciuta una invalidità del 100% verrà consegnato un assegno di
    € 282,55, ma solo se l’interessato dichiari un reddito annuo per il 2018 inferiore a 16.664,36€. Per vedersi riconosciuta la condizione di invalidità civile occorre una visita di accertamento, effettuata da una commissione medica. La stessa attribuirà anche la percentuale di invalidità che determinerà o meno il diritto alla prestazione assistenziale.

  • Quando la commissione potrebbe decidere la revisione?

    Come riportato dal sito PensioniOggi, può anche accadere che la commissione non si esprima immediatamente e che possa anche valutare l’opportunità di rivedere successivamente il soggetto. Questo succede solo se il medico che effettua la prima visita valuta la patologia del paziente come ‘non stabilizzata’ e quindi non sufficientemente identificabile per attribuirne la percentuale.

    Entro quanto tempo si può fare ricorso?

    Può anche accadere che due mesi dopo la prima visita, ne venga effettuata una seconda anche a distanza di otto mesi perchè la patologia non permette una decisione immediata. Solo in quel caso possono essere identificate le difficoltà persistenti a svolgere le funzioni ed i compiti propri dell’età. Contro la decisione della commissione è possibile presentare ricorso con domanda giudiziale entro e non oltre 6 mesi dal ricevimento del 2° verbale.

Marco Antonio Tringali

Scrivere e raccontare i fatti, i dilemmi e i cambiamenti della società sono il mio pane quotidiano. Sono esperto di economia ma seguo molto anche i vari temi di attualità e non di meno lo sport. Ho esperienza anche in materia di Salute, appassionato di letture che trattano tematiche come scienza dell'alimentazione e informazione scientifica. Come hobby suono la chitarra e ascolto tanta musica. Il rock è la mia religione, lo ritengo uno dei linguaggi universali dell'umanità.

Condividi:

Altri articoli che ti potrebbero interessare...